Una lesione muscolare si verifica quando ci sono danni ai tessuti muscolari. Questo può accadere a seguito di vari fattori, tra cui sforzi eccessivi, sovraccarico, lesioni traumatiche o stiramenti. Le lesioni muscolari possono coinvolgere muscoli di diverse parti del corpo e variano nella gravità.

Sulla base del meccanismo d’insorgenza si può parlare di traumi diretti (contusioni) e traumi indiretti.

Contusione che si definisce come trauma diretto dovuto alla collisione contro avversario o oggetto e può essere di grado lieve, moderato e severo in base alla disabilità conseguente). Si manifesta come dolore sordo che compare al momento dell’infortunio e aumenta per la pressione esercitata sui tessuti dal versamento ematico. Può non causare interruzione dell’attività sportiva. Si presenta con Ematoma, Dolore al movimento, Gonfiore, Riduzione del ROM, Dolore alla palpazione legato alla severità dell’impatto.

Lacerazione (Trauma diretto causato da impatto contro una superficie tagliente).

Il soggetto deve essere riesaminato dopo 24 ore per meglio valutare l’infortunio, perché, spesso, dopo una contusione, il dolore è immediatamente invalidante e si correrebbe il rischio di classificarle tutte come contusioni severe.

Traumi indiretti:

INFORTUNI NON STRUTTURALI. Le fibre muscolari non presentano evidenti lesioni anatomiche; rappresentano il 70% di tutti gli infortuni muscolari nei calciatori e causano più del 50% dei giorni d’assenza dell’attività sportiva. Se misconosciuti possono diventare strutturali.

Possono a sua volta essere classificati in lesioni di tipo:

 1 A: causate da affaticamento e modificazione nei programmi di allenamento e del terreno di gioco

 1 B: dovute ad eccessiva e prolungata contrazione eccentrica

 2 A: associate a disordini intervertebrali minori (DIM) che irritano le radici nervose alterando il controllo del tono muscolare

 2 B: da squilibrio del sistema neuro-muscolare.

SINTOMI: Indolenzimento, pesantezza, rigidità muscolare. I sintomi vengono esacerbati dall’attività fisica, a volte sono presenti anche a riposo

Obiettività: Alla palpazione è possibile apprezzare la rigidità muscolare. Lo stretching migliora la sintomatologia ad eccezione delle lesioni 2 A dove lo stretching peggiora il dolore. 1 B il muscolo è contratto alla palpazione.

INFORTUNI STRUTTURALI: In base alla sede si dividono in: Prossimali, Medi e Distali. Possono a sua volta essere classificati in lesioni di tipo:

 3 A: lesione parziale di piccole dimensioni che interessa uno o più fascicoli primari all’interno dello stesso fascio secondario

SINTOMI: Dolore acuto evocato da specifici movimenti, ben localizzato, può essere preceduto da “sensazione di rottura”

Obiettività: Alla palpazione non si apprezza la lesione. I sintomi cominciano a manifestarsi durante lo stretching e contro-resistenza.

3 B: lesione parziale di moderate dimensioni che coinvolge al massimo un fascio secondario con interessamento di < 50% della superficie

SINTOMI: Dolore acuto e lancinante evocato da specifici movimenti.  Può essere avvertita sensazione di “rottura” seguita immediatamente da dolore localizzato e impotenza funzionale che possono portare l’atleta a cadere

Obiettività: Alla palpazione dolore localizzato e alterazioni strutturali. Ematoma a distanza di qualche giorno, soprattutto quando sono coinvolti perimisio ed epimisio. Stretching test positivo. Non possibile contrazione contro-resistenza

4: lesione sub-totale che interessa più del 50% della superficie o rottura incompleta del muscolo che interessa il ventre o la giunzione muscolo-tendinea.

SINTOMI: Dolore sfumato oppressivo esacerbato da specifici movimenti. Immediata impotenza funzionale

Obiettività: Alla palpazione evidente interruzione della continuità muscolare. Ematoma precoce: Viene persa la funzione della giunzione mio-tendinea

Fattori di rischio:

Età: sicuramente predispone agli infortuni muscolari strutturali da trauma indiretto; determinando inoltre modificazioni del tessuto muscolare mediante il riarrangiamento delle unità motorie e la denervazione (determinata dal processo di invecchiamento stesso). Le unità motorie superstiti aumentano in dimensioni, ma peggiorano la loro capacità di graduare finemente l’intensità della forza. Le unità motorie superstiti aumentano in dimensioni, ma peggiorano la loro capacità di graduare finemente l’intensità della forza.

Fatica: diversi sono gli studi che hanno dimostrato che la fatica altera il controllo neuromuscolare in quei muscoli reclutati nella corsa e nella frenata. Prevenire la percezione della fatica e tutta la cascata di eventi che ne può conseguire, è importante per l’integrità dei muscoli. È infatti opportuno mettere in pratica tutti i presidi per ridurre la percezione della fatica: giusta idratazione, corretta alimentazione ed integrazione alimentare, eseguire test metabolici e atletici, programmare protocolli di allenamento con carichi personalizzati.

Deficit di propriocezione: l’allenamento propriocettivo per risultare funzionalmente efficace deve essere preceduto da un adeguato riscaldamento, eseguito non a muscolo stanco, eseguito in appoggio bipodalico ed in appoggio monopodalico alternato, eseguito su superfici stabili ed instabili separatamente. La difficoltà e le velocità di esecuzione devono essere crescenti ed è inoltre opportuno inserire gesti sport specifici durante l’esecuzione del lavoro propriocettivo.

Squilibrio di forza tra muscoli agonisti-antagonisti: Gli atleti non trattati con squilibri di forza sono risultati avere una probabilità 4-5 volte maggiore nel sostenere un infortunio, sia strutturale che non al bicipite femorale rispetto al gruppo di controllo.

Scarso allenamento eccentrico: l’allenamento eccentrico, noto anche come allungamento eccentrico o contrazione eccentrica, è una forma di esercizio che si concentra sulla fase di allungamento del muscolo. Esso coinvolge il controllo attivo del muscolo mentre si sta allungando, contrariamente alla fase concentrica in cui il muscolo si contrae mentre si accorcia. L’allenamento eccentrico è associato a diversi benefici, tra cui un aumento della forza muscolare, miglioramento della resistenza e, in alcuni casi, una maggiore ipertrofia muscolare. Può anche contribuire a migliorare il controllo motorio e la stabilità articolare. L’allenamento alla resistenza ed alla forza espresso dall’esercizio eccentrico provoca un adattamento muscolare che migliora i livelli del picco della curva tensione-lunghezza, specialmente se si lavora vicini al limite del range di lunghezza dell’unita muscolotendinea.

Deficit di flessibilità: la letteratura a riguardo è contraddittoria anche se i lavori che sostengono il valore preventivo della flessibilità muscolare sono nettamente superiori.

Lo stretching è un rimedio da utilizzare per migliorare la flessibilità dell’unità muscolo tendinea, ma i programmi devono durare più di 4 settimane.

Patologie pre-esistenti: L’infortunio non strutturale può essere legato a diversi fattori, ma anche a patologie distanti dal muscolo infortunato come nel caso della sofferenza del tratto lombare in cui le radici del plesso sciatico e sacrale possono essere irritate conferendo un ipertono ai muscoli ischio crurali o al tricipite surale.

Alterata core-stability: La “core stability” (stabilità del core) si riferisce alla capacità di mantenere un controllo muscolare e una stabilità attraverso la regione centrale del corpo, comunemente nota come “core”. Il core include i muscoli che circondano la parte bassa della colonna vertebrale, l’addome, i fianchi e il pavimento pelvico. Questi muscoli lavorano insieme per fornire sostegno e stabilità durante i movimenti del corpo.

Migliorare la core stability è importante per diversi motivi:

Sostenere la colonna vertebrale: Una core stability adeguata aiuta a sostenere la colonna vertebrale, riducendo il rischio di lesioni e promuovendo una postura corretta.

Migliorare le prestazioni atletiche: La stabilità del core è cruciale per molte attività sportive. Migliorare la forza e la stabilità del core può contribuire a migliorare le prestazioni atletiche.

Prevenire il mal di schiena: Una core stability debole è spesso associata al mal di schiena. Rafforzare il core può ridurre il rischio di problemi alla schiena e contribuire al sollievo del dolore.

Migliorare l’equilibrio: Rafforzare la core stabilità è cruciale per un equilibrio ottimale. Potenziare la muscolatura centrale offre vantaggi significativi per discipline che necessitano di un’ottima coordinazione, quali lo yoga o gli sport da tavola.

Migliorare la postura: Un core forte aiuta a sostenere una postura corretta, riducendo lo stress su altre parti del corpo.si è osservato che molte delle lesioni muscolari che si avevano ai muscoli posteriori della coscia avvenivano a tronco flesso durante la corsa, tipico della posizione che si assume durante lo scatto e le accelerazioni, o la presa della palla ovale

Si è osservato che molte delle lesioni che si avevano ai muscoli posteriori della coscia avvenivano a tronco flesso durante la corsa, tipico della posizione che si assume durante lo scatto e le accelerazioni, o la presa della palla ovale

La gestione delle lesioni muscolari può includere riposo, applicazione di ghiaccio, compressione, elevazione (metodo R.I.C.E.), farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore e l’infiammazione. ed onde d’urto focali. In alcuni casi più gravi, potrebbe essere necessario un intervento medico o fisioterapico.

Se si sospetta una lesione muscolare significativa o se il dolore persiste, è sempre consigliabile consultare un professionista della salute per una valutazione accurata e un piano di trattamento appropriato.